Annexia 4

Lo spazio nel cinema di Kubrick – Shining

Vero topos ossessivo del cinema kubrickiano è la rappresentazione di stanze enormi, dalle perfette simmetrie, sottolineate da lampade e punti di illuminazione disposti simmetricamente, da scelte cromatiche precise, mai casuali, da “textures” geometriche (rombi, quadrati, prismi) che esaltano gli effetti di prospettiva e profondità.

Una sequenza del film Shining può illustrare più di altre l’uso dello spazio che Kubrick opera nei suoi film: il bar nella “Gold Room”.

La stanza in oggetto è una tipica sala da ballo elegante e lussuosa dei grandi hotel del secolo scorso. E’caratterizzata da una estrema e serrata simmetria nelle forme, nella disposizione delle luci e degli oggetti d’arredamento. I movimenti di macchina di Kubrick, lenti e lineari, contribuiscono a definire lo spazio narrato ed a trasmettere un senso di grandezza e maestosità.

Jack, il protagonista del film, entra in questa stanza dopo aver avuto un incubo in cui uccideva figlio e moglie a colpi d’accetta e dopo essere stato accusato dalla moglie di essere responsabile di violenze sul figlio. Questi eventi denotano il lento sfaldarsi del suo equilibrio psichico, mostrando frammenti di rimosso che premono dall’inconscio.

Verso la follia

La sequenza dell’arrivo alla “Gold Room” è particolarmente significativa: vediamo Jack percorrere lentamente un corridoio, verso lo spettatore, manifestando a tratti inconsulti scatti di ira e follia attraverso improvvisi gesti inquietanti (che sembrano mimare tra l’altro atti di violenza ed omicidio). Effetti sonori disturbanti fanno da contrappunto alla gestualità di Jack, che emette grugniti e versi animaleschi, come a rappresentare la regressione ad uno stadio istintivo e pre-umano. Il corridoio è caratterizzato da una serie di specchi laterali che a tratti ritraggono Jack nel suo incedere verso la Gold Room (gli specchi sono un altro elemento fondamentale in tutto il film e nell’intera filmografia di Kubrick). Le immagini riflesse rimandano ad una scomposizione e frammentazione della personalità, che appare via via meno coerente e sempre più caotica. Il lento viaggio di Jack nella follia e nella disgregazione del suo io lo conducono infine alla Gold Room: il luogo kubrickiano per eccellenza.

“Gold Room”

Più che luogo fisico è luogo mentale. Appare fredda, vuota e disabitata. Jack si siede al bar, di fronte a grandi specchi illuminati (simboli delle molteplici facce del suo io in disgregazione). Con lo sguardo rivolto allo specchio di fronte a lui, inizia quindi a dialogare con un’apparizione: LLoyd, il barista, suo alter-ego immaginario.

Fantasmi ed apparizioni

Qui la follia di Jack ha inizio e la stanza inizia a popolarsi di personaggi immaginari (ciò sarà sempre più evidente anche in sequenze successive), fantasmi nel senso etimologico del termine (“apparizioni”, immagini nella mente di Jack). La Gold Room è quindi, in ultima analisi, la messa in scena teatrale della mente di Jack, nel suo progressivo sfaldarsi e popolarsi di immagini.

L’estrema simmetria dell’ambiente ingloba ed annichilisce l’essere umano. Alla razionalità che caratterizza la perfetta geometria degli ambienti, Kubrick contrappone l’irrazionale dell’animo umano, la disgregazione della mente dell’individuo: il deformarsi inquietante del volto di Jack mentre, grottescamente alterato, rievoca episodi della sua vita passata al suo alter-ego, facenti parte di un rimosso che preme sulla coscienza (alcolismo, violenze sul figlio, rancore nei confronti della moglie).

Follia

Geometria e simmetria fanno quindi da vero e proprio campo visivo per “inquadrare” cinematograficamente l’irrazionale, schema frequentemente utilizzato da Kubrick. A scopo puramente esemplificativo si ricordano i casi seguenti:

  • 2001: Odissea nello spazio – La geometria delle astronavi, grandi e piccole, abitate dall’uomo, apparentemente razionale ma in viaggio verso i confini più remoti della sua psiche irrazionale
  • Arancia Meccanica – La geometria squallida della città e oppressiva dei luoghi di detenzione (e della casa), in contrapposizione all’animalità furiosa del protagonista Alex
  • Full Metal Jacket – La geometria della caserma come simbolo dell’ideologia della violenza trasmessa ai soldati, del tentativo di coercizione compiuto per creare con metodo scientifico automi capaci di uccidere, in contrapposizione alla follia della guerra ed all’indomabile irrazionalità umana
  • Eyes wide shut – L’eleganza e la perfezione delle case borghesi, simbolo di legami matrimoniali che “inscatolano” l’individuo, nel vano tentativo di imbrigliare gli istinti erotici meno accettabili dalla società “bene”

In tutti questi casi, come in “Shining”, Kubrick ripropone in forme diverse, come in un caleidoscopio sempre mutevole e sempre uguale a se stesso, il dissidio eterno tra l’oppressione organizzativa della razionalità e la disgregazione e frantumazione dell’unità dell’individuo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...