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Ospito volentieri un articolo dell’amico Maurizio Liberati, che introduce al perturbante nell’arte pittorica del maestro Hieronymus Bosch.

Ritratto

Hieronymus Bosch, pittore olandese fiammingo, vissuto tra la fine del Quattrocento e il primo Cinquecento. Unico, singolare, uno degli artisti più inquietanti della pittura di ogni epoca, è celebre per le sue allucinate visioni infernali, scaturite da un immaginario simbolico tanto originale quanto misterioso, con radici bibliche e talvolta alchemiche.

I suoi dipinti riflettono i tormenti, le ansie religiose, le superstizioni, le ingiustizie dell’epoca in cui visse, adombrati in proverbi, costumanze, allegorie morali tese a mostrare all’uomo gli orrori della via del peccato.

Molti si sono dedicati a ricercare e decifrare il significato complessivo delle sue opere e quello degli innumerevoli particolari.

Il mistero e l’enigma che avvolgono la pittura di Bosch circondano la stessa figura dell’artista: della sua vita sappiamo poco, eccetto che trascorse l’intera esistenza nella città di ‘s Hertogenbosch, vicino all’attuale confine tra Olanda e Belgio, e che godette di una certa celebrità e ammirazione. Ancora oggi le sue opere continuano ad esercitare un fascino conturbante e provocatorio, grazie alla loro inesauribile ispirazione e alla stupefacente ricchezza fantastica e formale.

L’ascesa all’Empireo

Bosch, che già in vita ebbe successo a larga forma, fu un grande maestro dell’immaginazione ed interpretò in maniera assai originale e con lucida libertà spirituale l’atmosfera religiosa del suo tempo; atmosfera che vide svilupparsi al massimo grado con lotte fratricide senza esclusione di colpi, torture e omicidi. Questi episodi contribuiranno a formare in H.B. una visione tra il mistico e il sadico sempre presenti nei suoi dipinti, costantemente tesi ad evidenziare il conflitto tra il bene e il demonio.

Cristo portacroce

In questo periodo l’intera Europa, sconvolta per l’appunto dalle guerre religiose, è attraversata da una ventata di follia collettiva che la chiesa contribuisce a fomentare: i tribunali dell’Inquisizione lavorano a pieno regime, streghe e stregoni vengono bruciati sui pali con roghi che illuminano sinistramente il paesaggio di molte città e regioni d’Europa. Basta poco o pochissimo, spesso la semplice delazione, per finire davanti all’Inquisizione.

Il macabro simbolismo di Bosch appare oggi oscuro e di difficile comprensione, ma al tempo del pittore le sue creazioni, di intensa e singolare forza immaginativa, venivano interpretate come racconti di alto contenuto morale. “Spettri e apparizioni infernali…”, così un poeta del ‘500 descrive il contenuto delle terribili rappresentazioni di Bosch. I suoi grotteschi ibridi, metà uomini e metà bestie, spesso uccelli come si dirà più avanti, abitano un mondo fantasmagorico e orripilante, dove i demoni si contendono le anime degli uomini e il maligno è sempre presente.

Affascinante quanto conturbante quindi la strana ed enigmatica pittura di Bosch, dove il protagonista è l’uomo in tutta la sua depravazione, dolorosamente tentato dal peccato e condannato infine alla dannazione.

Trittico delle delizie (particolare)

Sebbene Bosch avesse una potente immaginazione, le sue visioni non nascono completamente dalla fantasia, ma affondano le radici nella realtà, perlomeno in quella che per il pittore e i suoi contemporanei era la più minacciosa: la realtà del peccato e della perversità umana. Persino nelle immagini più fantasiose si dimostra attento alla natura.

Trittico delle delizie (particolare)

Gli uccelli–mostri, ad esempio, sebbene siano singolari creature ibride, rivelano una minuziosa e particolareggiata osservazione del vero. Del resto  la sua pittura è ispirata da una tale intensità morale, come già accennato, che pone l’artista ben al di là dei limiti del genere fantastico. Un collezionista cinquecentesco disse infatti che la sua opera aveva per tema i costumi e la passione dell’animo umano.

Per quanto riguarda i soggetti, l’arte di Bosch è molto diversa rispetto alla pittura fiamminga del ‘400. I suoi colleghi aderivano fedelmente al tradizionale repertorio biblico, utilizzando l’iconografia più diffusa; Bosch invece si spinse molto più lontano. Attinse immagini da una grande varietà di tematiche, per lo più controverse, dall’alchimia alla magia, dalla stregoneria all’astrologia, al misticismo esplorando le regioni oscure della psiche umana e rappresentando i tormenti che attendono il peccatore nell’aldilà: mortificazioni, orrori, torture.

Inferno (particolare)

Attraverso la rassegna di follie presentate nei suoi dipinti, compone una macabra satira sulla fragilità e la miseria della condizione umana.

La sua modernità non sta solo in quanto già descritto, ma anche nell’anticipare alcune correnti pittoriche fondamentali dell’arte a venire, come Simbolismo, Espressionismo nordico e Surrealismo, nelle motivazioni che nascono osservando attentamente le sue opere, nella forte attrazione e nel fascino intenso e perturbante che emanano i suoi dipinti.

Cristo portacroce (particolare)

Perchè nelle sue opere ci siamo noi tutti, anima e corpo. Esse in ultima analisi rappresentano motivi e riferimenti simbolici che parlano al nostro inconscio dei nostri sogni, dei nostri incubi, del nostro modo di agire; perchè noi, in quanto esseri umani siamo deboli e fragili; di fronte ai peccati e in ognuno di noi, alberga una essenza maligna, manifestandosi spesso in una forte e inconscia attrazione nei confronti del “male”, dell’oscuro, del proibito, nonostante si faccia a volte fatica ad ammetterlo.

Dino Buzzati su Hieronimus Bosch

Dino Buzzati

“… Tanti critici che avevano scritto su Bosch, anche firme autorevoli e reputatissime, parlano dell’inferno, parlano della dannazione eterna, parlano di sant’Agostino, delle eresie, della riforma di Lutero, vanno a frugare nella vita privata di Hieronymus, che nessuno di loro può conoscere, riempiono centinaia di pagine con interpretazioni gigantesche. E la psicanalisi! E l’angoscia esistenziale con quattro secoli di anticipo! E il Surrealismo con quattro secoli di anticipo! … C’è stato uno, perfino, che ha registrato uno per uno i mostri – eh, eh, li chiamano mostri – e li ha classificati come fossero tanti coleotteri, e per ciascuno ha trovato il tipo di nevrosi corrispondente. E poi il manicheismo immancabile. E i refoulement sessuali … i complessi aberranti … la componente sodomitica … l’esoterismo negromantico … Quanta fatica inutile!”.

“Ma se è così semplice; così limpido! Se non è mai esistito un pittore più realista e chiaro di lui! … Altro che fantasie, altro che incubi, altro che magia nera … La realtà nuda e cruda che gli stava davanti … Solo che lui era un genio che vedeva quello che nessuno, prima di lui e dopo di lui, è stato capace di vedere. Tutti qui il suo segreto: era uno che vedeva e ha dipinto quello che vedeva”

Di lassù non potevo scorgere che la casa di fronte e una fetta di quelle adiacenti. Ma, per l’incantesimo di quella notte, esse apparivano come scoperchiate e nell’interno si distingueva la gente che mangiava, dormiva, litigava, lavorava, faceva l’amore, odiava, sperava, desiderava, come tutti noi. Erano uomini e donne e bambini, tali e quali il nostro prossimo quotidiano, ma frammisti a loro, con supremazia di maggioranza, si agitavano brulicando innumerevoli cose viventi simili a celenterati, a ostriche, a ranocchie, a pesci ansiosi, a gechi iracondi, simili ai cosiddetti mostri di Hieronymus Bosch; e che non erano altro che creature umane, la vera essenza dell’umanità che ci circonda. Latravano, vomitavano, addentavano, sbavavano, infilzavano, dilaniavano, succhiavano, sbranavano Così come noi ci sbraniamo giorno e notte, a vicenda, magari senza saperlo.

Dino Buzzati – dalla prefazione a “L’opera completa di Bosch”

La novella fantastica di Dino Buzzati, della quale qui sono stati trascritti alcuni stralci, comparsa come presentazione del libro d’arte “L’opera completa di Bosch”, è un piccolo gioiello di fantasia, prezioso per chiunque voglia comprendere profondamente il messaggio insito nelle opere del Maestro. Questo a dimostrare come, per accedere al codice segreto di uno degli artisti più enigmatici e perturbanti della tradizione occidentale, non sia necessariamente utile passare attraverso lo scandaglio razionale.